domenica 18 settembre 2016

Offerta di lavoro - Revenue Science Manager – Costa Crociere

Offerta di lavoro - Revenue Science Manager – Costa Crociere

Interessante offerta di lavoro presso la Costa Crociere che, per sommi capi, prevede:
Deliver quantifiable business value through the application of advanced operational research, modelling and analytical techniques. The Revenue Science Manager will materially improve the accuracy and frequency of the demand forecast driving improved and more frequent price and inventory decisions to optimize net revenue and profitability. Through coaching and development, the Revenue Science Manager will raise the general analytical skill base across the wider team.
L'offerta è pubblicata su linkedin al seguente indirizzo:
https://it.linkedin.com/jobs/view/186955161
Le candidature si sottomettono invece al linK: https://costacruise.mua.hrdepartment.com/hr/ats/Posting/view/282

Buona fortuna! :-)

mercoledì 14 settembre 2016

Parlare in pubblico - Introduzione


Parlare in pubblico
Liberamente tratto dal libro di Cesare Sansavini

Introduzione

La comunicazione vuole privilegiare il destinatario del messaggio.
Emittente → Colui che parla.
Più la materia è difficile, più elevata dovrebbe essere l'abilità comunicativa del relatore per semplificare il messaggio e farsi capire.
Primo postulato universale sulla comunicazione: comunicare significa far capire ad altri il nostro messaggio.
Scarica sull'emittente la responsabilità comunicativa.
Secondo postulato: parlare non significa necessariamente comunicare.
La comunicazione si pone sempre un obiettivo:
  • Quello di far prendere coscienza di un certo messaggio all'interlocutore;
  • Quello di fargli intraprendere un'azione.

Poiché dobbiamo farci capire, è necessario entrare in sintonia con l'interlocutore: conoscerlo, ascoltarlo, adattare e personalizzare il messaggio alle sue esigenze, ai suoi interessi, verificare che il messaggio sia arrivato e abbia prodotto il risultato voluto (esatta comprensione).


martedì 5 aprile 2016

Barriere d'ingresso alle tecnologie di ottimizzazione

In questi giorni mi sto chiedendo quale sia il modo migliore per approcciarsi in maniera pratica alla risoluzione di un problema di ottimizzazione.

Cerco di spiegarmi con una storiella.
Supponiamo che io ed un mio collega lavoriamo per l'IT di una PMI; anzi, noi due siamo l'IT di questa PMI. Un giorno l'amministratore unico ci chiede di aiutare il direttore della produzione ad ottimizzare l'intera filiera di produzione, in modo da controllare i costi, incrementare i profitti, aumentare la qualità del lavoro. E magari di poter fare delle analisi what-if per capire costi e benefici di ipotetici interventi di manutenzione.

Io che ho studiato ricerca operativa all'università, con un onorevole 24, ho qualche vago ricordo e conoscenza  e sono abbastanza certo che quello che mi sta chiedendo l'amministratore unico si trovi in quel cassetto della mia memoria. Forse ho ancora qualche appunto, ma forse anche no e allora inizio a cercare su internet. Per fortuna trovo l'ultima edizione degli appunti del corso (grazie prof. per continuare ad aggiornarli e a pubblicarli liberamente) e, come esempio del capitolo che spiega la programmazione a numeri interi, trovo un problema che forse si avvicina a quello dell'amministratore unico. Ora, a parte il fatto che la risoluzione del problema è lasciata allo studioso, l'esercizio copre diciamo un quarto o un quinto di quello che dovrei fare io. E la parte restante?

Vabbè, diciamo che sono almeno volenteroso e che, a partire dalla traccia d'esercizio presente negli appunti, potrei iniziare a realizzare un dimostrativo. Tanto per poter dire all'amministratore unico se sono in grado di risolvere il suo problema e quanto costa in termini di tempo e licenze software.

Ritorno a cercare su internet un modo per risolvere i problemi a programmazione a numeri interi e, nascosta nella seconda pagina, trovo finalmente un link ad un software commerciale. Se ai costi della minima licenza che posso comprare (diciamo 20.000 euro), ci aggiungo il costo di apprendimento di questo nuovo strumento (diciamo 2 o 3 mesi di lavoro) e il rischio di non capirci niente (diciamo abbastanza alto), capisco che questa strada non è percorribile.

Ritorno a cercare su internet, e questa volta aggiungo alla mia ricerca le parole magiche "open source". Oh bene bene, questa volta nella prima pagina mi sembra di aver trovato qualche riferimento utile. In effetti qualche software l'ho trovato. L'impressione però è che, pur avendo azzerato la parte economica, il tempo che mi ci vorrebbe per apprendere uno qualunque di questi software è forse aumentato, con il rischio di non capirci niente comunque e senza un servizio di supporto commerciale.

Non demordo ancora. Prendo il telefono e chiamo il mio collega che lavora presso un nostro cliente. Anche loro hanno una filiera produttiva articolata, per cui spero mi possa dare qualche suggerimento. Dopo i soliti convenevoli, arrivo diretto al punto e il mio collega mi presenta la soluzione su un piatto d'argento: excel. Loro fanno tutto con excel! Hanno un certo numero di fogli collegati tra di loro e con i quali ottimizzano il processo. Gli faccio notare che in realtà stanno controllando il processo, non ottimizzandolo; per tutta risposta mi viene detto che sono troppo pignolo con i termini: controllare ed ottimizzare in fondo sono anche sinonimi.


La storiella è inventata, ma il problema è reale. Quali soluzioni si possono offrire a chi vuole approcciarsi in maniera di semplice e concreta alla risoluzione di problemi di ottimizzazione? Qui non mi interessano i mega progetti di logistica delle grandi aziende di distribuzione merci; sto considerando proprio la PMI che potrebbe trarre un vantaggio competitivo e strategico dall'adozione di alcune tecnologie di ottimizzazione, che sono però di fatto precluse per barriere d'ingresso troppo onerose da abbattere.


Spero di aver trasmesso la mia perplessità. Ci voglio pensare un po' per capire quali alternative ci possono essere.

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